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LA COPERTINA

Saro Costa

Jacopo Ruffo a piedi nudi sul traverso di Polimag˛

Jacopo Ruffo a piedi nudi sul traverso di Polimagò
Per arrampicare sono indicate scarpe strette, strettissime ad alta aderenza con suole vibram o c4 stealth, e l'imbrago dev'essere ascellare e bisogna avere tanti friend per assicurarsi... Poi sono arrivati quelli che sanno arrampicare, che interpretano le placche come musica su cui danzare



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  I protagonisti della Valle - Paolo Vitali e Sonja Brambati

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Posted by ARRT on Friday, February 18, 2011 at 02:59 AM


Paolo su Abbidubbi
Foto: Archivio Paolo Vitali

Sonja su Self Control
Foto: Archivio Paolo Vitali

La scheda - Paolo Vitali e Sonja Brambati
con la collaborazione di Pietro Corti

Paolo&Sonja è quasi un marchio...
Da quando si sono incontrati se ne parla solo alla terza persona plurare, senza fare distinzioni tra l'uno e l'altra. Magari per il Paolo si può spendere qualche parola in più sul suo passato alpinistico, ma poche altre cose li differenziano. Per esempio la data di nascita: Paolo 1964 e Sonja... non si dice; Paolo Lecco e Sonja Como (però in fondo il lago è lo stesso). E poi, Paolo ha la barba, mentre Sonja no.
Il Paolo alpinista-arrampicatore inizia a 15 anni; a 18 sale il diedro Philip-Flamm alla Civetta e la Cassin alla nord delle Jorasses (ma non da secondo!), mentre a 19, con Casimiro Ferrari e Carlo Aldè, porta a termine la prima ascensione del Cerro Murallon in Patagonia. Poi, in giro per il mondo, è un susseguirsi di salite su roccia (Salathè a El Capitan; Via del compressore al Cerro Torre), ascensioni sci alpinistiche e tour in mountain bike. Dal 1985 in avanti tutto è condiviso con Sonja Brambati in una continua ricerca del "nuovo", che trovano, parlando di roccia, soprattutto sulle pareti nel gruppo del Masino-Bregaglia ed in particolare al Pizzo Badile, nella magica Val di Mello e sulla big wall del Qualido.
La cordata Sonia e Paolo, è tra le prime a introdurre l’uso sistematico dello spit nell’apertura di nuovi itinerari.
Grazie a questo nuovo strumento, si riaprono nuovi giochi: pareti reputate impossibili o troppo rischiose tornano ora ad essere fattibili, itinerari che prima erano solo immaginabili ora si possono tentare.
“Lo spit uccide l’impossibile” è vero, ma inseriti dal basso rappresentano una traccia indelebile dell’intuito e della bravura del primo salitore.
Non solo, chiodare a spit a mano è noioso, impone una progressione lenta, ed è tutt’ altro che facile.
Paolo e Sonia aprono in Val di Mello una vera campagna esplorativa, realizzando nuovi itinerari considerati tuttora tra i più spettacolari della zona.
Per intuito e logicità Vedova nera, alla Stella Marina; per qualità della roccia, davvero superlativa Aquas Calientes all’Escudo; per lunghezza e complessità, sulla parete del Qualido, le difficilissime Transqualidiana e Galattica. Ma l’elenco è tutt’altro che finito, Mani di fata, Libelà, Il muro del silenzio, Artemisia, Sexapelo, La bissia, Raviolanda…solo per citare alcune delle vie più ripetuti.
Ora (2010-2011) sono in Francia; poi si vedrà.

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  I Protagonisti della Valle - La prima era...

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Posted by ARRT on Friday, February 4, 2011 at 02:02 AM


Al centro, Lidia, in ginocchio sul letto nuziale, si sta preparando
per andare ad arrampicare, di profilo, Paolo Masa.
Foto: Jacopo Merizzi
Abbiamo lasciato Ivan nella profonda spaccatura del Sarcofago nel 1975.
Ivan è in affitto in una baita a Cà dei Rogni ai piedi della cascata del Ferro, è poco più di un bilocale ma diventa il punto di ritrovo di un vivacissimo gruppo di forti climber: Patrizius Gossemberg, Mario Villa, Vittorio Neri, Monica Mazzucchi, Guido Merizzi, Alessandro Gogna. Passerà da Ivan anche una ragazza di Milano, Lidia Sacchiero e anche lei rimarrà fulminata dalla bellezza del luogo.

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  I Protagonisti della Valle - Piera Panatti

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Posted by ARRT on Friday, January 28, 2011 at 01:14 AM


Poco più che adolescente Piera arriva in Val di Mello.
Foto: Jacopo Merizzi


Piera alla prese con una difficile fessura.
Foto: Jacopo Merizzi
Piera Panatti – L’angelo

Piera arriva poco più che adolescente in Val di Mello, regno di roccia ma anche popolata da serpenti e lupi affamati: in pochissimo tempo, determina scompiglio e grandi passioni.
Portatissima all’arrampicata, compagna di Jacopo, sarà la prima ragazza a ripetere Oceano Irrazionale, Polimagò e a tracciare sul Precipizio degli Asteroidi la bellissima e difficile Via Amplesso Complesso.
Felicemente sposata vive a Milano con i suoi quattro figli.


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  I Protagonisti della Valle - Paolo Masa

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Posted by ARRT on Friday, January 21, 2011 at 02:50 AM


1976 - I primi passi in Val di Mello
travestito da alpinista.
Foto: Jacopo Merizzi

La scheda - Paolo Masa – Pilly - L'Infame Masescu.

Il volto e la penna dei Sassisti.
Conosciuto da tutti per i suoi formidabili racconti, per il suo profilo americano alla Ray Jardine, per il suo impressionante curriculum professionale di Guida Alpina tra cui 6 vie sul Capitan ( alcune delle quali salite in terza età e in evidente stato di gravidanza), in Val di Mello è stato il protagonista di poche ma straordinarie prime salite.
Ironico, beffardo, piccolo e cattivissimo,anticlericale di stampo ottocentesco, cultore della violenza psicologica, vanta tra i suoi ispiratori morali l'imperatore Nerone. Spesso si è esibito in pesanti azioni di mobbing nei confronti dei praticanti l'alpinismo autoreferenziale. Anche a detta della sua ilare compagna Giovanna, non sempre frequentarlo è un piacere.
Di natali Malenchi si trasferisce presto sui graniti della Val Masino dove si esprime al meglio nelle fessure.
Di carattere forte, intransigente , non molla mai e quando attacca una via raramente torna indietro.
Coautore con Jacopo Merizzi della mitica ed introvabile guida “Val di Mello 9000 metri sopra i prati” ed. Stefanoni

Poche vie ma tutte di pregio: Sette Aprile, Amplesso Complesso, Via Paolo Fabbri 43, Il Paradiso può Attendere, Polimagò, Patabang, Sadomasa, Micetta Bagnata, Durango.

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  I Protagonisti della Valle - Jacopo Merizzi

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Posted by ARRT on Friday, January 14, 2011 at 02:03 AM


Amaca Cassin, tanica d’acqua, fettucce: quasi il Capitan.
Jacopo sedicenne al secondo bivacco sulla grande parete sul Pesgunfi 1976.
Archivio Jacopo Merizzi
La scheda - Jacopo Merizzi – Pissimo, il provocatore, il Duca

Fastidiosamente intuitivo, con la leggerezza della farfalla scivola da una parete alle braccia di una fanciulla, spregiudicato dal sorriso sornione e gran maestro dei fornelli.
Si dice di lui che è un finto incosciente, che il suo procedere in aderenza è così naturale da sembrare una danza….
E’ stato l’ideatore di 4 edizioni della festa della “Minoranza arrampicatrice” sulla cima del Precipizio degli Asteroidi, epica cena a base di pesce e vino di pregio
Capo branco nella battaglia contro speculazioni d’ogni sorta, è stato il più fervente sostenitore della lotta che ha portato al riconoscimento della Val di Mello come Riserva Naturale .
Per colpa delle sue malversazioni, nel gennaio del 2010 Belzebù, suo antico sodale, per poco non lo trascina anticipatamente con se agli Inferi per condividere con lui le sue peccaminose concubine, facendolo cadere da una banale cascata di ghiaccio.
Portata miracolosamente a casa la pellaccia, benché pesantemente ammaccato, Pissimo non è cambiato per un cazzo, predisposto come sempre alla battuta fulminante ed inappellabile e allo sberleffo.
Unico neo: attualmente si sta dedicando allo sci-alpinismo
Coautore con Paolo Masa della mitica guida “Val di Mello 9000 metri sopra i prati ed. Egeria 1985.
Le sue salite. Le corna non Fan Peso, Amplesso Complesso, Bodenshaff, Via Paolo Fabbri43, il Paradiso può Attendere, Nuova Dimensione, Le Risposte di Bakunin, il Dolce richiamo dell’aldilà, Oracoli d’Ulisse, Polimagò, l’Albero delle Pere, la Serpe Ripresa, Via per l’Inferno, Patabang, Sadomasa, Micetta Bagnata.

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  I protagonisti della Valle - Giovanni Pirana

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Posted by ARRT on Friday, January 7, 2011 at 03:27 AM


Sulla grande parete sopra Cataeggio in Val Masino
sulla via del Signor K
prima ascensione con Francesco Boffini e Jacopo Merizzi 1977
foto: Jacopo Merizzi
La scheda - Giovanni Pirana - Il Pira – il Classico

Conosce la Valle prestissimo ma a differenza degli altri Sassisti è più attratto verso l’alpinismo classico e alle solitarie. Quindi frequenterà la Valle solo di rado...
La sua salita più nota in Val di Mello è Micetta Bagnata ma è autore di molte prime ripetizioni e di alcune salite di pregio in solitaria in età giovanissima 16-17 anni, Taldo Nusdeo al Picco Luigi Amedeo, Via del Fratello al Badile,
un tentativo al Picco Darwin terminato a pochi metri dalla cima.

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  I Protagonisti della Valle - Antonio Boscacci

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Posted by ARRT on Friday, December 24, 2010 at 05:34 AM


Bosca all'uscita di Micetta Bagnata dopo la prima ripetizione
foto: Jacopo Merizzi
Antonio Boscacci - Fra boscacci - Il Bosca - Sondrio 1949

Gravemente astemio, lettore appassionato di letteratura cinquecentesca, grande calcolatore (laurea in Matematica) e aderenzista supremo.
Leggendari sono: la sua straordinaria capacità di aderire sulla roccia, l'auto-controllo, l'intuito e la rapida esecuzione di lunghezze di corda che hanno fatto la storia della Val di Mello
Fu scopritore delle scarpe da tennis From sport con la suola liscia in poliuretano espanso: l’anello di transizione tra lo scarpone e la pedula risuolata in aerlite.
Fecondo apritore di vie super-ingaggiose ha scritto due guide sulla Valle: Val di Mello ed.Tamari 1980 e Mello ed. Albatros 1990
Una selezione delle sue vie:
Sette Aprile, Nada por nada, Il Paradiso può attendere, Nuova dimensione, l’Albero delle pere, Oracoli d’ulisse, Luna nascente, Flauto magico, Okosa, Quadri di una esposizione…

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  I Protagonisti della Valle - Giuseppe Miotti

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Posted by ARRT on Friday, December 17, 2010 at 04:52 AM


Laret - Luglio 1977
partenza per il Pilastro a Goccia
sulla parte Nord Ovest del Badile
foto: Jacopo Merizzi
La scheda - Giuseppe Miotti – il Don

Tra i primissimi frequentatori sistematici del Sasso Remenno può essere considerato il padre del Bouldering in Valmasino.
Storica fu la salita di Goldrake nel 1975 6b+, che precorse i tempi.
Di ottima formazione artificialista, era all’epoca tra i meglio informati sull’alpinismo Americano.
Purtroppo si spinse solo di rado nella vicina Val di Mello, la sua salita più prestigiosa è la severa big wall del Pesgunfi sopra il Sasso Remenno, è anche autore della ripetuta e bellissima Uomini e Topi alle Placche dell’Oasi nel 1977.
Giornalista e fotografo è uno dei migliori storici dell'alpinismo delle Alpi centrali.

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  I protagonisti della Valle - Ivan Guerini

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Posted by ARRT on Friday, December 10, 2010 at 05:37 AM


Ivan Guerini al Sasso Remenno fine anni settanta
foto: Jacopo Merizzi
La scheda - Ivan Guerini – il mito - Milano 1954

A Ivan la scoperta, le prime vie, le grandi classiche.
Suoi sono gli occhi che hanno visto e raccontato la Val di Mello al grande pubblico.
Ivan, tra mito e leggenda, entra in Val di Mello nei primi anni settanta. Affitta diverse baite, prima a Cascina Piana poi a Cà Panscer sotto la cascata del Ferro dove abiterà nei mesi estivi fino al 1980. Punto di riferimento per molti ragazzi e ragazze tra le quali Monica che diventerà sua moglie, incomincia ad arrampicare sui massi del fondovalle. Nel 75 sale il Cunicolo Acuto la prima via di più tiri, poi incomincia ad esplorare le grandi pareti.
Scopritore dell’aerlite, suola dall’aderenza superlativa, si trova ad avere sulle placche di granito una marcia in più rispetto ai climber dell’epoca.
Con l’uscita del suo libro “Il gioco arrampicata della Val di Mello, ed. Zanichelli”, prima profetica guida di arrampicata, Ivan se ne và dalla valle.
Arrampicatore di grande intuito, specialista in fessura, camino, pareti verticali e strapiombanti ha probabilmente nell’artificiale il suo punto debole.
Le vie più note: Tunel Diagonale, Cunicolo Acuto, Alba del Nirvana, il Gioco dello scivolo, il Risveglio di Kundalini, il Giardino delle bambine leucemiche, Stella Marina, Oceano Irrazionale, e il Picco Darwin.

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  I protagonisti della Valle

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Posted by ARRT on Tuesday, December 7, 2010 at 10:28 AM


Val di Mello 1976
da sinistra, Paolo Masa, Gianni Colombo, Giuseppe Miotti, Giovanni Pirana, Francesco Boffini
foto: Jacopo Merizzi

Siamo nell’estate 1975 in Val di Mello: i prati tenuti ben ordinati e falciati, le baite gremite di donne e bambini, maiali e tacchini scorazzano liberi sul selciato della mulattiera. Le vacche con i pastori, sono al pascolo negli alpeggi in quota; al Torrone, alla Zocca, al Ferro.
A volte, passa quasi per caso qualche raro turista.
Gli alpinisti con grossi zaini e scarponi sono solo di passaggio, diretti al rifugio Allievi o al bivacco Manzi, alcuni di loro alzano lo sguardo sulle grandi pareti del fondovalle.
Ci sono Gervasutti, Cassin, Mauri, Pizzoccolo, Nusdeo, Bonatti, i grandi nomi dell’arrampicata italiana… ma le rocce della Val di Mello non hanno nome e non hanno vetta, sono rocce trasparenti. E se anche avessero materia, sarebbe definita inadatta all’arrampicata: orripilanti placconate di solido granito, compatto, improteggibile e liscio. Non ci sono tacche nette dove appoggiare la punta del rigido scarpone e neppure le condizioni storiche, culturali e tecniche per guardare con occhi diversi questa roccia. Dall’alto poi, arriva quel formidabile richiamo, come un canto delle sirene, distrae: è il fascino delle più importanti vette delle Alpi Centrali, il Badile, il Cengalo, la Sertori, il Picco Luigi Amedeo, perché perdere tempo più in basso?
L’estate del 1975 è la data della scoperta della Val di Mello come area di arrampicata e, come spesso le cose migliori, accade grazie ad un gruppuscolo di giovanissimi metropolitani.
Abbandonate le vesti rigide di un alpinismo stantio e retorico, questi giovani hanno avuto la possibilità di re-inventare l’arrampicata.
Fuori dai canoni istituzionali, fuori dal CAI, dai regolamenti, dalle tecniche acquisite, è nato un nuovo modo di rapportarsi alla roccia e più in generale con la natura.
Oggi questi fortunati cinquantenni ci raccontano la loro avventura complessa e meravigliosa, e purtroppo irripetibile.

In sequenza cronologica o quasi ogni venerdi un "Grande protagonista della Valle"

La redazione


disegno: Michela Fomiatti

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