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LA COPERTINA

Saro Costa

Jacopo Ruffo a piedi nudi sul traverso di Polimag˛

Jacopo Ruffo a piedi nudi sul traverso di Polimagò
Per arrampicare sono indicate scarpe strette, strettissime ad alta aderenza con suole vibram o c4 stealth, e l'imbrago dev'essere ascellare e bisogna avere tanti friend per assicurarsi... Poi sono arrivati quelli che sanno arrampicare, che interpretano le placche come musica su cui danzare



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  I protagonisti della valle - Niccol˛ Bartoli

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Posted by ARRT on Friday, June 26, 2020 at 10:09 AM


Niccolò Bartoli al sasso remenno
Foto: Jacopo Merizzi
La scheda - Niccolò Bartoli
a cura di Jacopo Ruffo

Duro e generoso, dall'animo punk.
Il suo stile lascia un segno, spesso e volentieri... provocatorio!
E' innovativo e amante cosciente della storia.
Sperimentare è la chiave del suo stile di vita. La sua natura da ingegnere e il suo passato da giovane scout lo portano a dettare le sue regole;
in montagna, la sua azione è efficace e risolutiva.

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  Pensieri notturni di un sindaco

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Posted by JACOPO on Thursday, June 4, 2020 at 12:07 PM


"Questo testo è pensato per gli arrampicatori, stufo di sentire le loro continue lamentele: …perchè non siamo amati dall’Amministrazione Valmasinina?"

Sembrano delle scimmie, lunghi, atletici, magri e stanno sulle rocce.
Noi di Val Masino conosciamo bene il granito; per mille generazioni l’abbiamo scavato, tagliato, triturato.
A volte anche salito per lavoro ma per gioco mai… e questa è la grande differenza tra le scimmie di città e noi della Valle.
Sono giovani: per noi la gioventù è stata un passaggio rapidissimo tra fanciullezza ed età matura, così rapido che non mi sembra di averla vissuta.
Godono del paesaggio, dei boschi, del silenzio.
Sono scimmie, lunghe e magre.
Noi siamo corti, rotondi e robusti.
Guardiamo in basso loro in alto: non potremmo mai scambiarci uno sguardo e poi mi chiedono perché non li amo.
Se lasciano denaro, lo danno a quelli di Mello o a quelli su, di San Martino ma per noi che viviamo al centro della Valle, è solo un passaggio di auto, di capelloni beffardi e forse anche drogati di erba o di montagna, non fa nessuna differenza comunque, rimangono dei drogati e poi mi chiedono perché non li amo.
Ho blindato il Sasso Remenno, reso inaccessibile e a pagamento i pochi posteggi ancora disponibili. Blindo la Val di Mello che non siamo mai riusciti a tagliare: o è di tutti o di nessuno!
Ci blocco la Valle: la riempio di stradicciole, quod, carrozzelle, dipendenti Ersaf, nel luogo più panoramico ci infilo pure una pista per non vedenti compresa di cessi e aree picnic…
Ma le scimmie non riesco a stanarle.
Le maledette scappano sulle rocce, ci pisciano in testa quelle bastarde e poi mi chiedono perché non le amo.
La caccia in Val di Mello è proibita.
Almeno per le scimmie andrebbe riaperta.
Noi di Val Masino spariamo bene e dopo sì che le scimmie potremmo anche amarle.

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  I Protagonisti della Valle - Jacopo Ruffo

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Posted by ARRT on Friday, May 15, 2020 at 04:05 PM


Jacopo Ruffo mostra la sua "mescola" al Sasso Remenno
Foto: Jacopo Merizzi
La scheda - Jacopo Ruffo
a cura di Saro Costa

El Ruffo come tanti altri innamorati della Valle, arriva da Milano in fuga dall’opprimente e ripetitiva quotidianità delle metropoli e da una vita già preconfezionata. Poteva diventare circense, marinaio o musicista ma per nostra fortuna ha scelto l’arrampicata.
Un artista - ancora giovane - della roccia, un romantico con ideali puri e un gran fuoco interiore. Scalando bene e con apparente facilità, percorre le grandi vie della Valle ma anche i monotiri di aderenza più temuti, spesso riuscendo a vista o da solo. Non mancano l’esplorazione di nuove strutture e l’apertura di nuove vie sempre nel segno della scalata di sensazione e lunghi periodi di permanenza in Val Masino, lavorando la stagione estiva e arrampicando nel tempo libero e vivendo quindi un’esperienza mellica davvero completa.
Quello che ha fatto è molto di più di quello che sappiamo!

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  Crollata la cascata di Durango

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Posted by ARRT on Tuesday, March 19, 2019 at 08:07 AM



I blocchi di ghiaccio sono precipitati per 200 metri ed esplosi con un boato sulle rocce sottostanti scaraventando una granaglia di frammenti, alcuni piombati come meteore in direzione del sentiero “protetto” per le fasce più deboli che Ersaf vorrebbe strutturare.
Tutti gli anni la cascata di ghiaccio di Durango al primo caldo esplode e quasi tutte le primavere (meno quest’anno che di neve non ce né) dal bacino della Val Mezzola scaricano imponenti valanghe che in questo tratto di rocce verticali, precipitano nel vuoto. Lo spostamento d’aria causato dall’impatto determina un effetto stranissimo: capitozza tutte le grandi piante che crescono in quest’area (andate a vedere…)
Duecento metri più indietro, dal canale della valle Arcanzolo, scende una valanga che quando la neve è abbondante arriva a coprire il tracciato esistente e rimane presente sul terreno sino al mese di giugno.
Così pure le slavine che si staccano dalle pareti e dai canali di fronte al Gatto Rosso.
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  PerchŔ diciamo NO al progetto ERSAF Lombardia

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Posted by ARRT on Wednesday, March 6, 2019 at 06:37 PM


Ecco perchè il progetto ERSAF è aberrante devastante e incompatibile con la Riserva Naturale della Val di Mello.



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  Lanciata la petizione per fermare il devastante progetto ERSAF

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Posted by ARRT on Tuesday, March 5, 2019 at 10:30 PM



Lanciata dal Comitato per la salvaguardia della Val di Mello la petizione per fermare il devastante progetto nel cuore della Riserva della Val di Mello.


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  Lettera aperta all'ERSAF

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Posted by ADMIN on Saturnday, March 2, 2019 at 02:21 PM



NON UMILIATE I DISABILI

Un sentiero attrezzato, una pista sicura nell’oasi naturale protetta della val di Mello.
Un progetto per rendere accessibile a tutti l’area protetta del parco.
Idea che a prima vista sembra condivisibile ma che partorisce un mostro, da una parte accogliente e solidale dall’altra deforme e respingente.
Provo a spiegarmi.
Da oltre trent’anni mi occupo di tutela dei diritti delle persone fragili (minori, disabili, anziani…), da sempre convinto che ognuno ha dignità e risorse da scoprire e consolidare.
Ogni azione, anche la più compassionevole, che non rispetta la dignità e che riduce la possibilità di scoprire il proprio potenziale è dannosa per la persona che vogliamo aiutare 
Quando parliamo di disabilità lo scenario che si spalanca ai nostri occhi è multiforme: persone in sedia a rotelle, ciechi, sordomuti, bambini affetti da sindromi più o meno note, adulti con malattie irreversibili e molto altro.
Chi vogliamo aiutare con il progetto di adeguamento di un sentiero per disabili lungo la valle?
A chi pensiamo quando vorremmo regalare con questo progetto un attimo di felicità a contatto con una natura incontaminata?
Se pensiamo alle disabilità motorie qual è il confine che vogliamo superare con le sedie a rotelle o con la jolette? Quello del parcheggio di fondovalle o quello dei primi ristoranti o ancora vorremmo consentire al disabile di raggiungere l’ultimo rifugio?
Tecnicamente le possibilità di spingere questo confine sempre più in la sono pressoché infinite.
Ma se l’abbattimento delle barriere fisiche è una necessità e un diritto nei luoghi della vita quotidiana, l’applicazione di questo principio all’infinito e indistintamente produce effetti distorsivi ed aberranti.
Si è discusso tanto in passato se fosse giusto consentire a tutti l’accesso in auto alla val di Mello.
Si è lottato per evitare l’asfalto e combattuto per non allargare i sentieri, così da permettere, secondo le possibilità e i desideri di ciascuno, di varcare la soglia di un paradiso sensoriale fatto di cascate, ruscelli, profumi, massi.
La Val di Mello è un gioiello ecologico, un’area vincolata a livello paesaggistico fin dal 1973 che nel 2009 è diventata una Riserva Naturale Regionale.
Togliete questa semplice magia e ad un bambino, a un disabile o a un anziano sembrerà di essere nel giardino di casa, dove si muove sicuro, senza sorpresa e senza alcuna emozione.
Per questo penso che una pista attrezzata per disabili in un’oasi naturale protetta è un’aberrazione.
Per questo credo che umili le persone fragili che cercano un contatto con la natura superando il proprio limite.
Attrezziamo piuttosto il parcheggio di fondovalle, dotiamo il Comune di pulmini attrezzati, aiutiamo la locanda il Gatto Rosso ad avere servizi attrezzati per disabili o sistemiamo il campeggio,  ma non spostiamo  massi, non lisciamo il terreno per chi vuol tastare ciò che non vede, per chi vuole muoversi in un ambiente incontaminato guidato dai rumori della natura, per chi vuole spingere la sua carrozzina un po’ più in la e magari con l’aiuto degli amici ancora più in la e ritrovarsi dopo un po’ di fatica ad aver conquistato il suo spazio in mezzo alla natura
Vi lascio con un consiglio che vi aprirà gli occhi: Gioco d’equilibrio. Cieco sul tetto del mondo – di Andy Holzer.    
Buona lettura

Luca Verri
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  Predoni in Val di Mello e saette dal Precipizio

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Posted by ARRT on Monday, February 4, 2019 at 06:22 PM



Come saette a ciel sereno giungono voci di un progetto Ersaf per un sentiero cementificato in Val di Mello… speriamo siano solo voci distorte di echi lontani…
Abbiamo ben in mente lo stato di abbandono del “Sentiero Sonoro” di fronte al Sasso Remenno o quello per ipovedenti ai Bagni Masino (80.000 euro). Nel caos di sovraffollamento che già subisce tutti i giorno la Val di Mello, ci mancava proprio un percorso cementificato….. E’ possibile che Ersaf che dovrebbe proteggere e tutelare la RISERVA, non riesca ad immaginare qualcosa di meglio per una luogo magico e potente come la Val di Mello?

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  Vento da nord e vita breve

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Posted by JACOPO on Sunday, January 17, 2016 at 10:58 PM


Slegati e liberi da qualsiasi vincolo, sulla grande placca sopra la parete del Vortice di Fiabe in Val di Mello. Siamo in formazione esplorativa, il giovanissimo Federico, i fratelli Paolo e Giampy ed io.
Veniamo da Vortice di Fiabe, una via bruttina sulla Stella Marina; è ancora presto e abbiamo il tempo per lanciarci in quello che è il massimo per un alpinista: la pura ricerca.
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