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  Andrea Gaddi - Masino Bregaglia Regno del Granito

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Posted by JACOPO on Tuesday, August 21, 2007 at 08:45 AM

 

 

In qualità di pantegana della Val Masino e vecchia Guida Alpina permettetemi di aprire questa recensione scaricando un po’ di veleno. Andrea Gaddi è molto giovane e assai poco conosciuto nel mondo dell’alpinismo, soprattutto in Val Masino dove si aggira furtivo nel fondo Valle...



Andrea Gaddi

Masino Bregaglia

Regno del Granito

Tipografia Polaris Sondrio 2007

€ 24,00

Sfogliando rapidamente il suo volume trovo diligentemente stralciate quasi tutte le mie vie che anarchicamente abbiamo tracciato sulla Cima Castello, i Pizzi Torroni, sulla punta del Madmen e perfino la classicissima "Via Paolo Fabbri 43" sul Qualido che bene o male è stata la prima aperta sulla parete ed è suo malgrado, una delle più ripetute.

Fastidio accentuato dal fatto che la guida è assai voluminosa e come si legge nelle prime pagine, nell’intenzione dell’autore c’è proprio la volontà di essere completa.

Dopo questo sfogo personale, entrando poi nel dettaglio delle relazioni, si trovano alcuni scivoloni su vie iperclassiche come lo spigolo Gervasutti alla Punta Allievi che negli ultimi tiri è valutato 3 grado al posto di un buon 5+ o sulla via Taldo Nusdeo al Picco Luigi Amedeo dove la grotta al centro della parete è valutata con un vertiginoso 8- invece di un semplice 4+ e i tiri successivi di 5 al posto di un probabile 7….

Ma torniamo al volume e al suo autore. Gaddi non rientra tra gli alpinisti di punta, ma è davvero necessario essere dei gradi alpinisti per compilare una guida?

Oppure è sufficiente essere un buon redattore che con molta pazienza raccoglie e ordina e confronta le relazioni scritte da altri?


Il libro è voluminoso e sfogliandolo ci si rende conto che è il frutto di un importante e dettagliato lavoro di analisi di tutte le cime e pareti del gruppo Masino-Bregaglia.

Si sfoglia con piacere, e la parte iconografica è davvero ottima anzi direi eccezionale.

Le pareti sono eviscerate con foto inedite che ne illustrano tutti i versanti, anche i meno noti, le cartine e gli schizzi sono di ottima qualità e fattura, chiari e precisi; simpatici e spesso azzeccati sono i giudizi estetici che aprono e accompagnano ogni itinerario.

Interessante è l’idea di evidenziare con due scale di difficoltà (la scala UIAA per le classiche e la francese per le via attrezzate) le vie di roccia facendo una netta separazione tra le vie "semplicemente salite" da quelle attrezzare per una comoda e "meccanica" ripetizione. A tal proposito è interessante constatare quanto siano difficili i quinti gradi classici di Gervasutti o Vinci rispetto ai sesti moderni.

Corretto è anche limitarsi ad un’analisi approfondita dell’alta montagna tralasciando il fondovalle e le aree "di sola arrampicata" quali l’Albigna e la Val di Mello tra l’altro, già ampiamente trattate.

Infine, coraggiosa anche l’idea di editarlo e distribuirlo in proprio, by-passando i soliti editori strozzini di guide di alpinismo.

In conclusione a denti stretti, un ottimo lavoro, un libro che merita un posto d’onore nell’affollata bibliografia della regione e che probabilmente con saggezza, restituisce con l’oblio, l’anarchia delle mie antiche passeggiate in parete.

 

Jacopo Merizzi



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READERS' COMMENTS

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1 Posted by michele comi on Tuesday, August 21, 2007 at 09:35 AM
 
Complimenti all'Andreino Gaddi per l'imponente lavoro.
Ottime le foto per trovare gli attacchi delle vie (operazione non sempre facile specie per le moderne...).
Credo sia impossibile, considerata la mole degli itinerari trattati, non incorrere in qualche piccolo errore...

bravo
michele comi


2 Posted by Guido on Tuesday, August 21, 2007 at 11:12 AM
 
Volevo cchiedervi un parere: tra questa guida e quella di Lisignoli "Solo Granito" quale mi consigliate?
grazie
3 Posted by F. on Tuesday, August 21, 2007 at 02:21 PM
 
RISPONDO A GUIDO

Sono anni che scalo nel Masino e Posso affermare con certezza che la guida REGNO DEL GRANITO di GADDI È LA MIGLIORE SOTTO TUTTI I PUNTI DI VISTA.

Questi i motivi:

SCHIZZI: semplici e ben fatti, segnati bene i chiodi/spit, i traversi o i "giri" nei tiri a cui che nell'altra non si accenna nemmeno.

FOTO: prese molto da vicino. Nell’'altra molte foto presentano le stesse caratteristiche: diverse colate nere e visioni dall'alto e decisamente troppo lontane. Il che vuol dire foto aeree (elicottero) e nello stesso giorno.

RELAZIONI: molto complete, non solo perchè è descritto ogni tiro testualmente, ma anche perchè sono accompagnate con delle note esaustive che l'altra non accenna nemmeno.

Concludo ricordando che Solo Granito è un lavoro a più persone: un autore ha curato una parte, l’altro un'altra, un terzo signore (mi sembra emiliano) ha fatto i disegni, altri ancora si sono occupati dei tracciati...
Le descrizioni delle aree curate da Lisignoli sono ben fatte, ma sulle altre preferisco stendere un velo pietoso!! I tracciati sui disegni in bianco e nero sono solo delle righe, addirittura quasi casuali: si vede che il disegnatore non conosce minimamente il Masino! Insomma, un lavoro fatto senza segnare traversi, fessure, diedri o camini e le protezioni sui tiri. Il testo, inoltre, non dice proprio nulla di preciso...
Per quanto riguarda infine i tracciati sulle foto… alcuni sono corretti, ma alcuni sono proprio senza senso. Vie in fessura segnate in centro alle placche, attacchi spostati di 50m e a volte anche di più, attacchi in fessura segnati, invece, in centro a placche bagnate. Ecc…

Inoltre, Perchè chiamare una guida "Solo Granito" quando metà guida è dedicata al serpentino della Val Malenco e Discgrazia ?

Mah…
Bisogna aggiungere che non si contano più i leggendari “dispersi” che si sono affidati alla guida Solo Granito, incappando in brutte avventure.

Gaddi è un ragazzino, ancora in gran parte sconosciuto, ma questo confronto l’ha vinto decisamente lui, sbaragliando nomi ben più illustri.

Questo, ovviamente, è il mio modesto parere.

F.

4 Posted by Guido on Tuesday, August 21, 2007 at 05:55 PM
 
Grazie dei consigli!
Io personalmente mi sono trovato male un paio di volte con le guide della nota casa editrice di "solo granito", un paio di volte che rimangono però ben stampate nella mente.

Sfogliando la guida non mi sembrava poi così male, oltretutto il Lisignoli è uno molto accurato nelle relazioni.
Mi fido comunque, re ringrazio per la risposta.
Buone salite
Guido
5 Posted by F. on Tuesday, August 21, 2007 at 07:08 PM
 
caro Guido, concordo: come ho scritto sopra, la parte di Lisignoli è l'unica en fatta dell'intera guida...

La Versante Sud fa spesso questi "collage" di autori non sempre ben assemblati, purtroppo!

Il lavoro di Gaddi è frutto di quattro anni di passione e di impegno... onestamente, credo che si veda, poi ognuno potrà sempre esprimere il suo punto di vista.

F.


6 Posted by cabbalussa on Wednesday, August 22, 2007 at 05:18 PM
 
...ho visto "regno del granito" e mi sono piaciute molto le foto ma e'inquietante il pensare di trovarsi su vie ritenute di una certa difficolta' e poi trovarsi nei guai perche' ben piu'difficili! passi la possibilita' di errore ma immagino che nessuno vorrebbe scoprirlo sul posto!!! inoltre, mi sono affezionato a "masino bregaglia disgrazia", la Bibbia Gialla! ...Anzi, attendo un'edizione aggiornata!
7 Posted by nba on Wednesday, August 22, 2007 at 06:56 PM
 
concordo con cabbalussa.....la migliore è la bibbia gialla e attendo anche io un'edizione aggiornata!!!ma la faranno????????? w la valle
8 Posted by Lorenz on Wednesday, August 22, 2007 at 07:42 PM
 
mah... A me la "guida blu" di Gaddi sembra un ottimo lavoro. Poi mi chiedo che cosa succede a chi compra "Solo Granito": si ammazza?

Non si contano più le brutte avventure in cui sono incappati coloro che si sono fidati della guida della Versante Sud. Ha generato diversi contusi senza parlare di chi si è perso o non ha trovato gli attacchi, compreso uno scalatore costretto a bivaccare sul Badile (vedi articolo sulla Provincia di Como!)

Comunque sono tutte valutazioni soggettive e periò opinabili.

per quanto riguarda l'alta quota penso che la guida di Gaddi abbia riempito un vuoto di trent'anni in modo più che degno.
9 Posted by Mr G on Thursday, August 23, 2007 at 09:01 AM
 
... anche la "bibbia gialla" ha i suoi errorini. w la guida di gaddi
10 Posted by ARRT on Thursday, August 23, 2007 at 11:26 AM
 
Un bravo a chi scrive le guide per passione o per business.
Ricordiamoci pero' che andare in montagna e' anche cercare l'avventura, la situazione particolare imprevista, il sapere che comunque si e' in un ambiente molto poco controllabile.
Se scelgo di fare una via e' perche' quella linea mi piace, mi intriga, mi interessa e voglio salirla, da quel momento parte l'avventura e mi preparo per affrontarla i tutti i suoi risvolti positivi e non.
Quando invece voglio tenere tutto sotto controllo, senza sbattermi per avvicinamenti, senza avere sorprese sul grado le soste etc. etc. allora vado in falesia, dove mi diverto a scalare ma tengo ben lontana dalla mia ascensione l'avventura.
Una guida di montagna dovrebbe, per il mio modesto parere, essere un qualcosa che offra una traccia, un idea di massima su dove andare e come prepararsi ma senza entrare troppo nel dettaglio; altrimenti si perde tutta la parte di ricerca e ci si trova a fare solo un esercizio ginnico in quota.
11 Posted by Don Miotti on Thursday, August 23, 2007 at 04:47 PM
 
Incappato per caso in questo blog - si dice così? - vorrei dire la mia.
Caro Jacopo il tuo commento iniziale ha il sapore un po' acido della lagnanza di chi ha paura di essere dimenticato. Suvvia. Sappiamo tutti quello che hai fatto e la Storia non si cancella. Uno come te non ha bisogno di conferme o riconferme.
E' inevitabile che un po' di polvere cada su tutti noi e sulle nostre "imprese".
Anch'io potrei avere qualcosa da dire, ma francamente non caricherei il lavoro di Andreino di un peso inutile: una cosa è una guida per chi vuole scalare e un'altra un libro storico. Pretesa che forse la guida si arroga, ma che inevitabilmente non può soddisfare.
Quanto ai gradi, vorrei ricordare che il "Fortissimo" ha salito lo spigolo di Punta Allievi con soli 4 chiodi di assicurazione (proviamoci oggi) ed ha valutato i due tiri più duri della via come V° grado. E' quindi impossibile che gli ultimi tiri siano V°+; III°/III°+ è la valutazione corretta, a meno che non si sbagli via.
Sul fatto che esistano due alternative per superare la grotta del Picco siamo tutti d'accordo, forse però la tua valutazione è un po' troppo "leggera" e un
V°-V°+ sarebbe più realistico.
Passo ora a divertirmi nel rispondere agli altri.
Ad ARRT dico che ha ragione, ma una guida ben fatta è bella anche solo da tenere in libreria. Io ne ho tante e se vado a fare qualche via cerco di fare un sunto del percorso ma poi - pirla - regolarmente dimentico il foglietto o se l'ho mandata a memoria, me la scordo. Risultato AVVENTURA garantita.
A proposito avete visto l'ultima di Piola?

All'amico Lorenz e a Cabballussa dico che purtroppo, da anni si riscontra una frattura nella valutazione delle difficoltà fra la classica scala UIAA e la graduatoria moderna. Vuoi perché abbiamo inquinato la Welzenbach con la stupida scala francese? vuoi perché chi grada comprime per sentirsi dire quanto è bravo e coraggioso (infantilismo e complessi d'ineferiorità sono sempre in agguato)? perché chi lo fa arriva dalle falesie e non ha magari mai fatto una sola via classica che gli serva da metro di paragone? o perché non ha capito che i gradi dovrebbero essere un'indicazione utile ai ripetitori e non il "metro" della sua bravura, quindi è forse meglio dare 1/2 grado in + che in meno per non mandarli a rischiare? o, ancora, perché magari i passi in libera sono stati fatti dopo alcuni tentativi e di conseguenza chiodati da chi conosce già la via, con buona pace dei ripetitori?
Per Guido ed F. aggiungo quanto segue. Purtroppo le guide di Versante Sud, per quanto animate da buoni propositi, siccome scritte spesso da "moderni", rispecchiano la grave lacuna -leggerezza?- di cultura alpinistica che ho citato sopra e che inevitabilmente si riflette sul pratico. La casa editrice non può farci nulla.
Però sarebbe tanto semplice: basterebbe sapere che lo spigolo del Badile è un IV°+ (oggi V°) o che lo spigolo Gervasutti è un solidissimo V° (anche il "Fortissimo" tendeva a comprimere), il Parravicini V°+, e partire da queste basi.
Ai Lisignoli, Sertori, Miotti o Merizzi ed estensori di guide varii, non dovrebbe interessare se per loro queste salite sono solo "camminate": quello è il grado classico e da quello si deve partire per tutte le successive valutazioni - con una logica elasticità di 1/2 grado in + o in -. Ma a questo punto torniamo all'inizio di questa tiritera, come un serpente che si morde la coda.
12 Posted by Cabbalussa on Friday, August 24, 2007 at 12:25 PM
 
Questi interventi sono preziosi per costruire la mia, per ora, scarsa esperienza... Lo scambio di opinioni e'sempre oro. Al caro amico (e testimone di penosi voli in falesia) arrt dico: E' vero, chiedere ad un libro di esorcizzare le paure che precedono un'avventura e' come chiedere ad un'altra persona di farla al nostro posto... Pero' immaginate la situazione: e'mattina, in settimana e prima di andare al lavoro ti concedi il tuo quotidiano rendez-vous col cesso, scegli una lettura e ti capita in mano una guida cosi' gia' che ci sei inizi a farti un'idea per il fine settimana... leggi e rileggi hai scelto qualcosa: l'occhio ti casca INEVITABILMENTE sui gradi segnati e, pur tenendo conto di tutto quello che si e'detto, inizi a pensare: Ce la posso fare? Che tipo di passaggio sara'? (e questo, mi ci gioco il birello, capita a tutti, a qualsiasi livello). Ognuno ha i suoi punti deboli e di conseguenza ognuno ha il suo rovello psicologico da smaltire, si desidera semplicemente che i motivi di dubbio possano essere ridotti al minimo, tutto qui. Domenica, a Dio (o Budda... remember Badile!) piacendo dovrei essere dalle parti della Valle!!! A prest
13 Posted by mad dog on Thursday, August 30, 2007 at 04:40 PM
 
Molto bella la nuova guida e anche molto utile, a distanza di anni dall'ultimo lavoro monografico sul Masino. Strano davvero che l'autore, come dice Jacopo, sia un giovinetto che "si aggira furtivo sul fondovalle", dato che la guida è tutta dedicata a vie d'alta montagna...
A me pare invece che sia stato fatto, al di là di qualche inevitabile refuso e delle altrettanto inevitabili divergenze su qualche valutazione di difficoltà, un lavoro di ottima qualità e di certosina pazienza, caratteristiche queste forse più comuni tra oscuri giovani climber che tra famose vecchie glorie.
Molto belle anche la veste grafica e la parte iconografica.

M.D.

p.s. Esilarante nel commento di Jacopo l'uso del verbo "eviscerare" al posto di "sviscerare": pareti o pollame?

14 Posted by jacopo on Friday, August 31, 2007 at 11:34 AM
 
Caro don Miotti, se ti fossi spinto oltre la decima riga della mia breve recensione, ne avresti colto lo spirito: anche agli occhi inaciditi e nostalgici di una vecchia guida alpina, nonché pantegana della Val di Mello, il libro di Gaddi è piaciuto.
A tal proposito vorrei tranquillizzare l’autore: errori di valutazione sono ricorrenti in tutte le guide (mie e quelle di Miotti comprese)
Ma chi ti ha passato le relazioni del Picco e del Gerva???
Vorrei aggiungere che i gradi hanno poca importanza.
Più utili possono essere i buoni consigli.
Tornando alla grotta del Picco Luigi Amedeo, un buon consiglio è segnalare che 4 metri a lato dell’orrida fessura di 8-, si può passare in un facile e divertente camino.
Trascinandomi più volte ( per motivi di lavoro) sullo spigolo Gervasutti mi sono dilettato a scovare la facile uscita di 3+
Ho provato appena a sinistra dello spigolo lungo una placca molto esposta attaccandomi a lame un po’ traballanti; altre volte sono salito direttamente sul filo del pilastro superando un tetto rotto da un camino (passaggio difficile ma elegante e soluzione rapida per uscire dalle difficoltà). Altre volte sono passato sulla via indicata come “originale” che segue un diedro appena a destra dello spigolo al quale si accede per una ripida ed esposta rampetta poco visibile dal basso.
Per diletto ho provato anche più a destra, sulle placche lichenose che delimitano i diedri della Via Così è se vi Pare.
Un buon consiglio?
Occhio sugli ultimi tiri, in alto la Gervasutti, torna verticale e le difficoltà sono tutt’altro che terminate.
A tal proposito, se il grado 3+ della guida del Gaddi e suggerito da Miotti, contiene questo messaggio, la relazione è più che buona.
Ma ovviamente aspetto verifiche.
Chi va a ripeterla?

15 Posted by uncontentable on Tuesday, September 4, 2007 at 01:15 PM
 
cercavo Polimagò, Nuova Dimensione, Luna e Oceano.Come mai la Val di Mello non c'è?
Si è trasferita in Val Malenco?
Attendiamo con ansia la prossima guida di Gaddi sulla Val di Mello. Con storia relativa e tutti i nomi, gradi e aggettivi.
Sicuramente sarà un ottimo lavoro.
saluti

16 Posted by Francesco on Thursday, September 6, 2007 at 11:50 AM
 
Io la Gervasutti l'ho ripetuta domenica..non ho cercato molto, ma quell'uscita (rampaquasi strapiombante + diedro)l'ho trovata molto piu' difficile del tiro di VI che segna la guida di Gaddi e anche del dedro-camino del 3°o 4°tiro..
Altre alternative logiche ed immediate non ne ho trovate per cui a mio parere la via passa di li e sempre a mio modesto parere i gradi non sono quelli riportati ne sulla guida di Gaddi ne sulla guida "solo granito"
17 Posted by Lisignoli on Saturnday, September 8, 2007 at 08:38 PM
 
Solitamente resisto alla tentazione di partecipare ai blog che generano infinite tiritere sconclusionate ma, poichè vengo più volte tirato in ballo, mi sembra giusto far sentire la mia voce.

Per primo una cosa sui gradi: nei lavori che ho svolto non ho mai usato la scala UIAA, perchè mi sembrava ancorata alla polemica sul VI e VII grado, e trovo che la scala francese sia quella più diffusa e più adatta all’arrampicata libera. E’ vero che la scala francese è più valida per i gradi dal 6a. in su mentre per i gradi più bassi si ingenera una certa confusione e suona strano che una via difficile al Badile sia soltanto 4 o 5, ma è la verità, bisogna solo abituarsi.
Per me la scala UIAA dovrebbe essere dimenticata.
Non è mia tendenza sottovalutare le vie più facili e vice-versa. Semmai il contrario. Mi sono permesso di gradare 5a. lo spigolo Nord del Badile perchè prima di me lo ha fatto (il da me compianto) Jurg von Kanel e non volevo vi fossero valutazioni discordanti; si tratta comunque della variante resa necessaria dopo la frana che ha modificato il tracciato originale.
Ho dato anche 6b il passaggio del tetto alla Pioda di Sciora, sempre valutato al massimo V, e 5c+ la Fiamma che era considerata IV.

A chi dice che seguendo le informazioni delle guide di Versante Sud si mette nei pericoli vorrei dire questo: è chiaro che una guida può essere anche veicolo ad episodi che possono generare incidenti; è stato uno dei primi problemi che mi sono posto. Nel lavoro di stesura della guida “solo granito” ho “spiattellato” una serie di informazioni che sono il frutto di oltre trent’anni di frequentazione di quelle montagne. Ora sappiamo che la cronaca ha pubblicato di una cordata che si è attardata sul Badile ma non sappiamo di tutti quelli che, grazie ad una informazione ricevuta, hanno portato a termine normalmente la loro salita.
Questo è un merito che va a tutti i libri-guida, ai quali sono da sempre molto grato ed affezionato.

Per finire una spiegazione sul titolo: qualcuno si chiede perchè “Solo Granito”.
Il nome richiama una via sul Qualido “Non di solo granito” la quale si rifà ovviamente alla nota frase del Vangelo “Non di solo pane vive l’uomo”. Concordo sul fatto che non si vive di solo cibo così come non si vive di solo granito, ma tutto quello che non riguarda la roccia, in quel libro, non interessa.
Il titolo non l’ho scelto io, però mi piace.

Un saluto, Guido Lisignoli

P.S. Sul fatto che contemporaneamente al nostro sia nato un altro libro: non ci trovo nulla di strano, al mondo siamo in tanti.

18 Posted by Tom on Monday, September 10, 2007 at 01:01 PM
 
Lisignoli dice:

...solitamente resisto alla tentazione di partecipare ai blog che generano infinite tiritere sconclusionate....

A Lisignoli, ma quanto te la meni...
E' meglio che scali non scrivere, perche' la cosa piu' sconclusionata che si legge e' proprio il tuo post !!
19 Posted by Antonio on Tuesday, September 11, 2007 at 08:47 AM
 
Concordo con Lorenz e F., le guide di Versante Sud sono spesso incomplete, assemblate male, redatte con la stessa attenzione e passione di un film porno di quarta categoria: "viene inserito solo quello che si trova ad una distanza massima di 10 centimetri".
Hanno una forte distribuzione che le fa trovare in ogni dove, ma la qualità è terrificante.
Cito solo "Di roccia di sole" sulla Sicilia: vengono sistematicamente omesse tutte le vie classiche, del Pizzo e Monte Monaco alla Canna di Filicudi, delle falesie sopra San Vito lo Capo..
Un libro che si riduce ad elencare solo strisciate di spit, senza alcun cenno all'aspetto estetico ambientale, eno-gastronomico dei luoghi citati.
Non ho ancora preso in mano "Solo granito", a quando una recensione sul questo sito?
Senza nulla togliere ad uno degli autori Guido Lisignoli che mi dicono fortissimo alpinista.


20 Posted by Marco on Wednesday, September 12, 2007 at 01:27 PM
 
Ho acquistato entrambe le guide e non riesco proprio a capire perchè abbiano scatenato questa polemica.
Sono di taglio, contenuti e impaginazione completamente diverse e difficilmente paragonabili.
Quella di VS mi è piaciuta per le belle e chiare foto, la gradazione decisamente migliore e la più ampia zona coperta.
Quella di Gaddi per la descrizione dettagliata dello sviluppo e per il comodo formato.
Accusare una pubblicazione di poter causare incidenti è una cosa veramente ridicola, maggiormente criticarla per il titolo è folle (quì mi pare di leggere una certa pesante denigrazione o invidia).
Complimenti agli autori che si sono sobbarcati entrambi un pesante lavoro a favore di chi sceglierà la loro guida.

21 Posted by roberto on Tuesday, September 18, 2007 at 11:07 AM
 
Dopo essermi letto tutti i commenti alla recensione concordo con quasi tutto quello che scrive Marco....
Ma poveri autori!...uno si fà un "mazzo tanto", quasi sempre per passione dato che ci guadagnano poco (non so in fama, ma in euro si!), uno cerca di dare il meglio di se come anche questo ragazzotto in gamba (Gaddi) o il Lisignoli ....e giù critiche!
Certo una volta (una per fortuna!) ho provato cosa vuol dire trovarsi su un VII° dove c'era scritto V° e non è simpatico! ma penso anche che chi va a scalare in montagna si trova SEMPRE su un "terreno d'avventura", come lo definiscono i manuali delle Guide Alpine e,la prima cosa che ho imparato, è che se si va su un determinato tipo di "terreno" (io ci vado pochissimo e quasi sempre accompagnato!),fosse anche una via di III°, bisogna almeno:
A)avere un adeguata preprazione tecnica, fisica e PSICHICA!
B)avere un grande "margine" rispetto al grado massimo dichiarato per es. da una guida (un mio amico mi dice che prima di tentare un V° che stà corteggiando sul Brenta si vuole muovere in scioltezza sul 6c (!!) in falesia.....ED HA RAGIONE!)
C)Non fare affidamento sul grado "obbligatorio" riportato, che a mio avviso è ancora più soggettivo e discutibile dei gradi massimi, ma basarsi solo su questi ultimi e chiedersi: in falesia su questo grado io ci "passeggio"?! se si bene, altrimenti...lasciate perdere! (o fatevi accompagnare da un professionista).
D)Prima di intrapredenere una scalata su un terreno del genere, sopratutto se si tratta di un percorso imegnativo, lungo, esposto, in alta montagna etc informarsi sulle condizioni dell'itinerario da chi l'ha recentemente ripetuto x es una guida alpina del posto....insomma documentarsi con il massimo dello scrupolo! non può bastare un libro, magari già di qualche anno prima!...magari qualcosa in parete è anche cambiato (per es. staccata roccia, protezioni...) a dispetto dell'autore della guida!
E) Infine per ripetere vie del genere bisogna anche........ESSERE UN PO PAZZI!

Firmato
Un coniglio falesista!

22 Posted by gianvi on Thursday, August 26, 2010 at 10:14 AM
 
ho appena fatto la favolosa gervasutti alla punta allievi guidato dall'ottimo giovanni ongaro ... condivido in pieno le critiche al testo del gaddi (che la cordata che ci seguiva aveva con sè, dunque letto in tempo reale )... in un paio di comode soste ci siamo fatti alcune domande e abiamo concluso che A: eravamo su un'altra via e su un'altra montagna! B: il Gaddi aveva letto male la relazione cui ispirarsi! di certo di lì non era passato! splendida invece e realistica la recensione di valdimello.it sulla via .. mi sono permesso di usarla su facebook ... ps non comprerò la guida del gaddi!
23 Posted by Antonio on Thursday, September 9, 2010 at 12:26 PM
 
quando pubblicherete la recensione del secondo volume di Andrea Gaddi sulla Val di Mello?

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