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  Movie of the exploitation of the waters in Val di Mello

Posted by RAMPIKINO on Wednesday, June 28, 2006 at 09:23 AM

This is an extract of the movie that documents the exploitation of waters in Val di Mello. In the reportage are also included interviews to people are described the protest marches and the movement that has raised against this aberrance against such a beautiful valley and the ecosystem that it hosts. The movie has been screened in the villages of the Val Masino before the installation of the hydro electric power plant in Valle di Sasso Bisolo – Pedrarossa. 

 



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1 Posted by Marco on Wednesday, June 28, 2006 at 06:16 PM
 
Ciao,

complimeti per il filmato. Fatto veramente molto bene e soprattutto molto toccante!!!

Verrà fatta veramente la centralina nella piana di predarossa? Si sa qualcosa di nuovo sulle concessioni?

Grazie
Marco
2 Posted by ARRT on Thursday, June 29, 2006 at 10:23 AM
 
E' gia operativa dal maggio scorso...
3 Posted by Sara on Thursday, June 29, 2006 at 11:12 AM
 
Marco, da quanto tempo non vieni in valle? :)
4 Posted by Marco on Thursday, June 29, 2006 at 12:55 PM
 
Ciao,

forse mi sono espresso male, non intendo quella di sasso Bisolo. Avevo sentito che c'era in progetto qualcosa nella piana di predarossa a 1900mt. La captazione di sasso bisolo invece è poco sotto il rif. Scotti

Purtroppo so che quella di sasso Bisolo è operativa dall'anno scorso...

Grazie
Marco
5 Posted by marcello ricotti on Monday, July 10, 2006 at 11:00 PM
 
Mettete una raccolta di firme contro queste opere in Val di Mello. E contro qualsiasi strada, rifugio o ferrata.

Questa mia sia una delle prime.

Ciao Rampikino,

6 Posted by CARLA on Friday, August 4, 2006 at 10:50 AM
 
Premetto che io sono letteralmente innamorata della Valtellina e pertanto mi spiace dover vedere che viene deturpato il paesaggio naturale della valle, ma nonostante ciò mi pongo delle riflessioni che quì di seguito vado a esporre:
- in un epoca dove esiste l'effettiva carenza di acqua i quali effetti si andranno sempre più amplificando negli anni a venire, mi domando se è meglio lasciare che le acque che fino a oggi hanno sempre seguito il lolo corso dando vita a bellissime cascate e/o torrenti, continuino la loro corsa, o è meglio raccoglierle in bacini sotto forma di dighe per poterle utilizzare nel momento di neccesità? Faccio un esempio nei giorni scorsi presso le dighe di Cancano c'è è stata una manifestazione indetta dai contadini della valle affichè dalla diga venisse fatta defluire dell'acqua per poter irrigare i campi degli stessi contadini (richiesta peraltro esaudita) nella situazione di siccità che si è venuta a creare; mi chiedo se non ci fosse stata la diga da dove avrebbero potuto attingere i contadini per avere l'acqua necessaria? Inoltre frequentando da diversi anni la Valtellina ho avuto modo di vedere che sono stati eseguiti soprattutto in alta valle diversi lavori di canalizzazione e controllo dei corsi d'acqua con la realizzazzione di "chiuse", il tutto ha dato modo di controllare e monitorare il flusso delle acque evitando pertanto che in momenti di eccessive piogge si verificano innondazioni dei centri abitati con danni enormi (talvolta con perdite di vite umane come la storia ci insegna).Qundi mi chiedo e davvero tutto sbagliato????
- Inoltre c'e un secondo punto da esaminare, si tratta del fatto che tutti noi siamo pronti a lamentarci se ci manca l'acqua, se ci tolgono la corrente,se per percorrere l'autostrada e giungere a una tal destinazione ci si impiega un macello di tempo (vedi la stessa SS.38 che ogni settimana si creano file interminabili), vogliamo tutte le comodità possibili (vedi in questo periodo l'uso sempre in maggiore crescita di condizionatori, non accettiamo più di soffrire per un pò di caldo), ma poi quando per poter avere tutto ciò si deve creare una corsia aggiuntiva dell'autostrada e/o realizzare una strada alternativa alla SS.38, realizzare una diga (come nel caso specifico), realizzare una centrale nucleare; a quel punto gridiamo NOOO!!!! siamo matti deturpare il paesaggio??? non sia mai, realizzare la centrale nucleare, ma non se ne parla nemmeno!!! Allora a quel punto serve un pò di autocritica, iniziamo a privarci delle comodità che la società moderna ci ha fornito, iniziamo a rimanere più a casa, forse avremmop meno bisogno di deturpare il paesaggio!!!! ect.ect.
Non vi pare?????????????????
7 Posted by Cristina on Thursday, August 10, 2006 at 09:52 AM
 
Cerco di rispondere a Carla. Partiamo dal fondo: e' vero, siamo abituati alle comodità, ma siamo purtroppo anche abituati agli sprechi. Se l'energia elettrica fosse usata con oculatezza e con criteri di risparmio (spegnere dove non serve, tenere il condizionatore a temperature normali e non polari, usare elettrodomestici piu' efficienti, spegnere le spie di stand by, cogenerazione, rinnovabili, e tantissime altre cose che si possono fare) forse non ci sarebbe bisogno di costruire altre centrali. o no? garantire i servizi e il benessere e' una cosa, tollerare gli sprechi e per questo costruire altre centrali, un'altra.
Analogo per l'acqua: gli acquedotti italiani sono maltenuti e bucati. La meta' dell'acqua se ne va per strada. Eppure vogliamo costruire un acquedotto che la importi niente meno che dall'Albania! Ma perche' non ripariamo i nostri? Siamo il paese europeo piu' ricco di acqua! Ma siamo sicuri che senza la diga i contadini di Cancano sarebbero rimasti a secco, o il flusso normale del fiume avrebbe soddisfatto tutti? Eppoi quanta acqua ci serve? L'acqua che usiamo per l'irrigazione è troppa, sia perche' la eroghiamo con sistemi "spreconi", mentre potrebbe essere erogata a goccia, con maggiore efficienza, sia perche' la nostra agricoltura intensiva ne richiede molta, una quantità non sostenibile per uno sviluppo compatibile con l'ambiente. In conclusione, usiamo meglio quello che c'e', impariamo a risparmiare anche senza rinunciare al benessere, non tolleriamo gli sprechi, impariamo a vivere secondo i criteri della sostenibilità. Non possiamo permetterci di distruggere il patrimonio naturale per accontentare la nostra indole sprecona. E' nostro dovere, anche verso i nostri figli, imparare a vivere anche senza devastare irreversibilmente l'ambiente. Costruire invasi di captazione delle acque non significa solo rovinare il paesaggio, ma significa ridurre il flusso dell'acqua sotto il minimo vitale che consente alle specie che vivono nel e del fiume (vegetali e animali, pesci, insetti, etc) di sopravvivere. Captare le acque significa uccidere il fiume e tutti quelli che con lui vivono. Non credo che questo si possa accettare, nemmeno in nome dei nostri condizionatori.
Ma il primo passo e' senz'altro questo: poniamoci delle domande, come fa giustamente Carla, e poi cerchiamo di informarci. L'informazione, vasta completa e rveritiera, e' l'unica via per fare scelte consapevoli. Saluti, Cristina.
8 Posted by Aurelio - ch on Wednesday, August 16, 2006 at 11:54 AM
 
Ho ben chiara la necessità di fabbisogno energetico (non solo) dell'Italia.
Ho percosso e arrampicato in valle anni addietro e ho compreso l'importanza di simili siti e delle popolazioni di valle come queste e quelle ticinesi.
So che l’alpinista Reinhold Messner percorrendo alcuni siti delle alpi per richiamare l'attenzione al mondo della loro bellezza e della necessità della loro salvaguardia. Mesner sta girando proprio in questi giorni un film/documentario in merito ed é da ieri in Ticino (zona della Greina/alto Ticino). Forse gli iniziativisti potrebbero interpellarlo per un parere ed eventualmente una collaborazione.

La zona della Greina fu oggetto di attenzioni degli ambienti economici della Svizzera centrale per la realizzazione di uno sbarramento (verosimilmente con tre muraglioni) di ampie dimensioni. Poi per varie ragioni il progetto venne abbandonato. Da tempo si parla della Greina come di un territorio unico dell’arco alpino e non vi dubbio per il sottoscritto. Da valorizzare e conservare pur ammettendone uno sfruttamento di tipo turistico. Se l’intervento idrico fosse stato realizzato avremmo perso una unicità territoriale di alto valore certo.

L'Italia avrebbe un potenziale immenso per produrre - ed esportare - energia ( e sviluppo) secondo un progetto (sistema solari - Aspromonte) di una persona che se ne dovrebbe intendere (leggi Carlo Rubbia - CERN) di tali sistemi e di potenziali energetici. Questo con la sicurezza di non danneggiare l'ambiente lasciando intatte le valli montane da cui si dipartono fonti vitali quale l’acqua.

Mi chiedo anche se il diritto italiano permetta che l'opera progettata possa essere autorizzata senza adeguato esame d'impatto ambientale con una deroga molto - ma molto - probabilmente posta in essere senza sufficiente base legale.

Da quello che ho capito vi saranno degli stravolgimenti (anche) morfologici inaccettabili per l'ambiente e non solo per gli innamorati della valle di Mello. Basti percorrere alcune valli dell'arco alpino a cominciare dalla val Grisance (AO) per toccar con mano (e con vista) gli irreparabili danni all'ambiente e alle popolazioni.

In un esame di costi benefici sarebbe interessante sapere quale é l'apporto energetico (almeno in percentuale) rispetto al fabbisogno nazionale. Qualcuno sa un dato? gradirei conoscerlo.

Se il territorio l'abbiamo in prestito per essere riconsegnato ai ns figli in modo che ne possano usufruire ancora loro e le generazioni future, l'intervento prospettato in val di Mello non si giustifica.

Ma vi é di più. Se l'Italia ha deciso di non + far capo a energia nucleare deve indirizzarsi a sistemi di produzione d'energia diversi e innovativi (oltre che a risparmiarne) su scala veramente nazionale. La distruzione della val di Mello non é un buon segno che si stia ragionando su scala veramente innovativa in tema d’energia.
Non è solo un peccato ma equivale ad un vero danno nazionale. Mi interesserebbe sapere se con gli stessi capitali si costruisse una ferrovia (e no vi è dubbio che sul territorio ce ne sia bisogno) o se ne migliorasse l’efficienza e l’affidabilità delle esistenti il ritorno energetico (il risparmio) non coprisse l’apporto che la val di Mello potrebbe dare con il contestato progetto . Un analisi di questo tipo può essere affrontata con uno studio costi/benefici ambientali/economici.

Confido nella volontà e nella forza della popolazione affinché non avvenga l’irreparabile anche nell’interesse degli ambienti economici che potrebbero investire, con maggiori profitti, in altre attività legate all’energia e con futuro certo.

9 Posted by Paolo on Monday, September 11, 2006 at 10:07 AM
 
Amo la Val Masino da venticinque anni, da quando arrampicavo, la amo ancora di più adesso quando con religiosa contemplazione e rispetto vengo con i miei figli perchè anche loro possano ammirare e recepire i valori della natura e della cultura di questi luoghi.
Lasciatemelo dire, se estiste un paradiso, lo immagino come predarossa.
Sono un ingegnere, mi occupo tecnologie energetiche del prossimo futuro e per quanto mi sforzi non riesco a comprendere come nelle istituzioni o nell'industria possano
esserci uomini che ragionino solo in un ottica di interesse economico.
Ancora peggio pensare che tutto questo "sviluppo" è finalizzato a dare energia a qualche spia di televisore o degli innumerevoli trasformatori che alimentano cose per lo più inutili nelle nostre case (dico nostre non loro!): dobbiamo far cambiare prima di tutti i VALORI in questi uomini perchè possano cambiare poi i loro comportamenti!

Non sapevo di questi progetti e farò nel mio piccolo, anche lontano da Voi, quello che mi è possibile per aiutarvi in questa battaglia.



Paolo

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