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  Ciao Bosca

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Posted by JACOPO on Thursday, May 31, 2012 at 10:00 AM

Antonio Boscacci

Il grande Bosca ci ha lasciato; un uomo di formidabile intuito e genialita', uno scalatore fuori classe e un generoso amico.
Il suo spirito ci accompagnera' per sempre sulle pareti della Valle dove ha saputo tracciare itinerari di epica audacia e rara bellezza.
Addio Bosca, ora il paradiso non ti attende piu'.

L'ultima intervista rilasciata dal Bosca a fine 2010 per valdimello.it


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1 Posted by Guido on Thursday, May 31, 2012 at 05:31 PM
 
Grazie per i capolavori che ci hai fatto scoprire! Buon viaggio
2 Posted by Marc Re on Monday, June 4, 2012 at 10:59 AM
 
Lo ho conosciuto occasionalmente e con mio Cugino ho ripetuto alcune delle sue vie piu' geniali, ora e' sulla via piu' ingaggiosa.....grande Antonio
Marco Re
3 Posted by graziano on Monday, June 4, 2012 at 11:12 PM
 

Grazie Antonio per il rapporto di amicizia che ci ha legati per più di trent'anni, per la tua disponibilità e generosità.
Buon viaggio Bosca...vola leggero.

4 Posted by P.Cucchi on Saturnday, June 16, 2012 at 11:29 AM
 
Ciao Bosca,
sei come l'insalata dell'orto in inverno,
mi manchi.
5 Posted by Michiel van Eeden (Miki) on Monday, July 2, 2012 at 01:25 PM
 
Speriamo che in paradiso c'e un sacco di rochia!
6 Posted by jose maria jimeno on Tuesday, July 3, 2012 at 05:59 PM
 
Hasta pronto amigo. Ya sabes "Nada por nada"...
7 Posted by jacopo on Sunday, January 20, 2013 at 10:28 AM
 
Restò immobile per qualche istante, le caviglie flesse ad angolo acuto per spalmare sulla massima superficie la suola delle pedule. Sembrava un geco, anzi una lucertola pronta a spiccare un balzo.
Lo stavo osservando con un brivido d’angoscia; se fosse precipitato avrebbe fatto un volo di venti metri mettendo in serio pericolo la tenuta della sosta ed essendo sopra ma spostato dalla mia verticale una decina di metri a destra, lo potevo osservare in parte di profilo. Un profilo rischiarato dal sole radente.
Antonio era il più forte, il più potente calcolatore di aderenza umana di tutti i tempi e per questo lo portai a confrontarsi con la salita che ritenevo più dura della Val di Mello.
Antonio era fermo immobile ed elaborava i dati…stava formulando una strategia di navigazione in quel mare di placche verticali senza soluzione e senza ritorno che solo la presa di una tacca netta, un grosso cristallo, una profonda fessura, lo avrebbe salvato dall’essere risucchiato nel vuoto.
Al nucleare diciamo no! ma ragionato…
Così ricordo con affetto quel brano azzeccatissimo che Antonio mi aveva preparato per superare la prova scritta di maturità scientifica.
Jacopo diciottenne arrampicatore a tempo pieno e studente solo di passaggio aveva chiesto un aiuto al suo amico prof. Antonio di dieci anni più vecchio ma già laureato in matematica e giornalista per hobby per il settimanale Il lavoratore: “Antonio mi prepareresti un tema generico che io possa ricopiare e adattare nella prima prova scritta?”… e lui con una preveggenza da frate indovino: “ Ti preparerò un tema sulle energie perché quest’anno va di moda...”
Fu sempre un mistero come fece a centrare l’argomento, ma è certo che al suo testo mi limitai ad aggiungere solo il mio nome.
Ricordo l’imbarazzo rancoroso della professoressa di lettere che mi aveva presentato alla commissione d’esame come elemento pessimo e con voti bassissimi, quando poi nella prova scritta uscii come il migliore della classe… “Si vede Merizzi, che sotto esame lei dà il meglio! Indubbiamente è un tema molto personale e originale, ma è chiaro e ben scritto: complimenti!”
Mi sono impegnato molto nell’arrampicata, nella danza sul verticale, sull’abilità di saper leggere la roccia; ho avuto intuito, il fisico giusto e passione. Sono stato bravo, tra i migliori d’Italia nella tecnica in aderenza ma sempre il secondo del mio quartierino perché il migliore era il Bosca.
Mi sa che stavolta non ce la fa e precipita…
Briciole di magnesite rimbalzano sulla roccia mentre la sua mano indugia nel sacchetto. Ha lo sguardo verso l’alto, elabora ed esplora ogni piega, ogni pendenza e corrugamento della roccia ma un istante prima di partire estrae dalla tasca il fazzoletto e si soffia sonoramente il naso restando appeso al nulla. Un gesto così lontano e inappropriato alla situazione ma perfetto per scaricare la tensione, per vedere le cose terrene con la freddezza di un computer e poi via, parte svelto, con un equilibrio perfetto piedi e mani aderiscono rapide in una corsa pazza verso l’alto verso la salvezza di una solida scaglia di granito che lo attende più su.

Antonio fu colpito fin da giovanissimo dal mal destino: come il mitologico Achille precipitò non nella fontana dell’immortalità ma nel tino dove ribolliva l’ultima vendemmia di suo padre. Fu salvato in estremis da sua mamma, come Achille, acciuffato dal tallone. Da quella traumatica esperienza Antonio riportò per tutta la vita un’avversione totale per il rosso nettare, la sola sua vista gli procurava conati di vomito. E questa insofferenza alla lunga gli fu fatale: bere tanto farà probabilmente male ma permette anche di staccare la spina.. Soprattutto se si possiede un cervello di taglia grossa che non smette mai di lavorare. Raro un Antonio distratto, non vigile, presente sempre in mille cose e in mille pensieri.
Ecco Antonio, da amico posso confidarti che se hai avuto un handicap è quello che non sei mai riuscito ad essere un gigione: non è un peccato mortale, te la caverai, ma comunque è grave. Per la legge del contrappasso sarai condannato a 10 anni di purgatorio vestito da putto a mescere grandi boccali di vino tra voli d’angeli e ninfe floreali: coraggio che prima o poi arriverò anch’io ma partirò assai più in basso: per la stessa legge sarò un prete mormone costretto a legger sermoni e sputare sentenze apocalittiche.
Sono certo che se ci rincontreremo, formeremo una cordata formidabile ovviamente votata all’evasione perché…”I bravi ragazzi sono destinati al paradiso ma quelli cattivi, vanno dove gli pare!”






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