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  Libera l'immaginazione - Il mondo di Enrica

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IL MONDO DI ENRICA

 

Sull’onda della musica i pensieri di Enrica si sciolgono, si librano leggeri mentre il suo corpo freme ed accenna un timido passo di danza. Ma lo spazio ristretto la riporta alla realta’ ed allora arriva l’immaginazione a soccorrerla e lo spazio improvvisamente si dilata, la cucina diventa salone ed il corpo, libero di esprimersi, gira, gira, gira. Non c’e’ nessun altro oltre a lei; lo spazio sembra immenso, i passi diventano danza leggera e fluida. Balla da sola, Enrica, al ritmo perfetto della musica ma per poco. I suoni iniziano a mescolarsi, a fermarsi, a saltare. Il disco funziona male; si e’ rovinato per il troppo uso. PAUSA.

Squilla il telefono: e’ Alberto che vuole solo ricordarle che la partenza di domani per la Grigna e’ fissata per le 7 . Passeranno a prenderla con la macchina di Nino. Le previsioni davano bel tempo e cosi’, all’ultimo, sono riusciti a rimediare un’altra uscita di arrampicata prima della partenza per la Spagna del 27 (tra pochi giorni ormai). Risponde che si, va bene… mentre lo sguardo si posa sullo zaino gonfio appoggiato alla parete. E’ pronto da almeno un’ora.

E’ contenta Enrica e si vede dal viso continuamente sorridente; ha aspettato questi giorni di feste, questo viaggio in particolare, ormai imminente, con la solita paura che sarebbe potuto saltare. Marco non era pienamente convinto e Nino e’ stato coinvolto da poco. Come e’ sempre stato difficile mettere in piede queste uscite! Ma non poteva essere come tutte le sue conoscenti? Ma proprio l’arrampicata doveva prenderla ed imbrigliarla nella rete? Quante volte si e’ sentita come un animale che, caduto accidentalmente in una ragnatela , piu’ si muove e piu’ si appiccica inesorabilmente fino alla morte. Non c’e’ via d’ uscita.

Un gesto veloce della mano tenta di scacciare questi pensieri. Il viso si contrae nel tentativo di riprendere pensieri ben piu’ allegri. Ormai, per questo viaggio, il piu’ e’ fatto, anche questa volta partira’ e tornera’ contenta. I viaggi l’hanno sempre affascinata ed arricchita e lei lo sa bene. Per lei e’ un piacere organizzarli e le difficolta’ e le perplessita’ che possono eventualmente insorgere non sono mai stati cosi’ forti da farla desistere.

C’e’ una novita’ questa volta. Sara’ una sorpresa per gli altri due che sono ancora all’oscuro visto che la conferma l’ha ricevuta solo la mattina stessa. Domani avra’ tutto il tempo di parlare e presentare le nuove proposte. Enrica, a questo pensiero, sorride. A lei piacciono le sorprese, questa in modo particolare. Ale li aspettera’ a Siviglia e si aggreghera’ a loro per arrampicare. Mettera’ a disposizione la propria auto e la conoscenza del posto oltre alla sua immancabile simpatia.

Ale e’ un suo carissimo amico, un dolce ricordo, un apostrofo sospeso nella sua vita. Non si vedono da 8 mesi ma sono rimasti in contatto telefonico di tanto in tanto, dopo che lui e’ dovuto ritornare in Spagna per lavoro. Arrampicheranno insieme e lei potra’ fargli vedere i progressi fatti nel frattempo. Lui era piu’ bravo anche perchè aveva alle spalle 3 anni di attivita’ continua mentre lei aveva iniziato da pochissimo.

Enrica si siede nella poltrona, appoggia la testa allo schienale. Guarda la pianta di orchidee in fiore, così bella e così effimera. Serra gli occhi fortemente e portando le mani alle tempia cerca di trattenere i ricordi che sembrano fluire come un fiume d’acqua dalla profondita’ del cuore.

La mano di Ale che stringe la sua in un passaggio e la solleva quel tanto che basta per permetterle di superarlo. Il sorriso sempre aperto e la simpatia accattivante che l’hanno subito affascinata, lei riconoscente sempre per quel suo modo di affrontare le difficolta’, come se non ci fossero. A 30 anni Enrica aveva scelto di vivere da sola, a 35 compiuti l’incontro con lui che l’ha introdotta in un mondo nuovo, quello dell’arrampicata. Si erano frequentati alcuni mesi condividendo sia l’amore per la montagna che per il mare, nonche’ le serate con i rispettivi amici. Gioia di vivere che dava significato al suo mondo. Ricorda con dolore l’ultimo saluto. Nessuna promessa, nessuna speranza: era il destino a decidere e lei, ancora una volta, era costretta a cedere e deporre le armi prima ancora di sapere contro chi e che cosa doveva combattere.

Si alza dirigendo i passi verso il giradischi, sceglie con cura il prossimo disco. Pochi attimi ancora ed ecco che le note di una musica dolcissima si diffondono a poco a poco nella stanza.

 

Giuseppina Rezzilli



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